Starcraft II – Wings of Liberty

Starcraft II – Wings of Liberty

Forse per i continui posticipi della release ufficiale. Forse perché erano 7 anni che Blizzard non presentava un gioco Real Time Strategy. Forse perché Warcraft III lascerà per sempre un segno nei nostri cuori e tra i nostri ricordi. Forse perché ci è stata fatta assaggiare una versione beta un po’ acerba. Forse per tutti questi motivi, l’attesa, finalmente terminata in una calda giornata di fine Luglio scorso, nei confronti di Starcraft II – Wings of Liberty è stata spasmodica. E sicuramente per tutti questi motivi, parlare in uno spazio relativamente ristretto del gioco più atteso degli ultimi due anni, si configura come un’impresa ardua.

Starcraft II – Wings of Liberty è il primo di tre episodi che andranno a formare una trilogia epica che si andrà a concludere, salvo cambi di programmi, addirittura nel 2014. Blizzard ha annunciato che il secondo episodio non si troverà nei negozi prima di 18 mesi di distanza dal primo. Non mancherà quindi il tempo di assaporare appieno questo titolo, in ogni suo aspetto.

Ogni episodio della trilogia sarà caratterizzato dalla possibilità di svolgere la modalità Campagna con ognuna delle tre razze del gioco, salvo breve intermezzi in ciascun episodio in cui si ha la facoltà di usare anche la razza non tematica del capitolo della storia.

Fughiamo le paure: senza dubbio i fans non possono che dirsi soddisfatti. Vero è che il timore di molti era quello di non “ritrovare” in Starcraft II quelle emozioni del primo capitolo della serie (1999) e della sua storica espansione, Brood War (2001), ma Blizzard ha da subito scacciato i fantasmi, mostrando prima una versione Beta dalle grandi potenzialità (un po’ inespresse) e poi sfornando un titolo da 3 milioni di copie nelle prime 24 ore dall’uscita vendute in tutto il mondo. Sono certo che il web è pieno di forum e dettagliatissime guide e recensioni di questo gioco e non è mia intenzione, qui, proporre un nuovo “manuale d’uso” per questo strategico. Vorrei condividere qualche momento, qualche flash, dell’esperienza di gioco che players vecchi e nuovi, pro o noobs, stanno vivendo. La potenza distruttiva dei Void Ray di Protoss. La forza dei Terran e una delle tattiche più usate (o abusate) del gioco, la MMM – Marines, Marauders, Medivac. I video di ogni fine missione della Campagna, che regalano atmosfere veramente realistiche e coinvolgenti. Le classiche (e infami!) “zergate”, sciami di Zerglings che in early game sono tanto temibili quanto “lamer”. Una custom, Nexus, che sebbene io non sia un amante di mappe alternative nella sua modalità 4n4 è molto divertente. Le expo gold, già introdotte in Brood War, la conquista delle quale è sempre tanto difficile quanto appagante.

La modalità online, che rimane il punto di forza del gioco, vanta dell’esperienza pluriennale di Blizzard e del nuovo Battle.net, non ancora a pieno regime nel momento in cui questo articolo viene redatto. Seppur ancora privo della fondamentale chat pubblica e del supporto per clan, annunciati per il mese di Dicembre, le potenzialità sono decisamente notevoli, con una perfetta integrazione con Facebook e un concept all’insegna del Social che sembra ben adattarsi alle esigenze di una numerosa ed affiatata community online.

Solo una nota negativa per quello che rimane ad ogni modo un must have per gli amanti del genere e per chiunque sia alla ricerca di uno strategico basato su raffinata e complessa macro: Blizzard ha effettuato una scelta particolare escludendo il supporto LAN, per contrastare la pirateria, togliendo di fatto una caratteristica del gioco molto sfruttata sia per le sfide online (tramite LAN remota – Garena) sia per i grandi eventi live. Inoltre, un account Battle.net deve essere associato ad una singola cd-key, con il risultato di obbligare utenti all’interno della stessa famiglia o abitazione a comprare una copia del gioco ciascuno, per fruire della modalità online contemporaneamente e con Profile Players differenti.



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