Informazione digitale: Google One Pass

Informazione digitale: Google One Pass

Con un colpo quasi a sorpresa, Google ha annunciato che si lancerà nel mondo dell’informazione digitale – questa volta a pagamento – offrendo svariati contenuti, messi a disposizione dalle principali testate editoriali mondiali.

Pensato principalmente per tablet, Samsung Galaxy Tab e Apple iPad su tutti, senza dimenticarsi di Acer e della disponibilità per i desktop, Google ha, infatti, lanciato One Pass, una nuova piattaforma per la distribuzione digitale di informazione, una sorta di edicola online, ricca di contenuti interessanti, dalle singole notizie, fino ai tradizionali abbonamenti ai più diffusi e letti quotidiani nazionali ed internazionali.

Disponibile in diversi paesi, tra cui Stati Uniti, Germania, Canada, Spagna e, ovviamente, Italia, Google One pass permette di scaricare qualsiasi contenuto messo a disposizione da parte degli editori negli store online; effettivamente, nulla di nuovo sotto il sole, visto che l’Apple Store già in precedenza forniva un servizio del tutto analogo, in accordo con le più grandi testate mondiali, ma come ben la legge del mercato ci insegna, essendo noi dal lato consumers, la concorrenza che si verrà ora a creare, non potrà che incidere positivamente sul mercato.

Se gli utenti non possono che essere soddisfatti, d’altro canto anche per gli editori non sembra che la partita sia volta verso un’ingloriosa fine. La Società di Mountain View, infatti, garantisce un prelievo sulle vendite delle news o delle copie dei quotidiani pari solamente al 10%, il 200% in meno rispetto ad Apple, che applica una “tassazione” del 30%. Tuttavia, sotto un altro punto di vista, questa novità, naturale evoluzione del mondo, sempre più collegato in real time da un estremo all’altro del globo, e di una società che esige informazioni fresche e sicure praticamente istantaneamente, rischia di mettere nei guai quelle piccole realtà dei quotidiani minori che si trovano, al momento, a marcare il passo per quanto riguarda la digitalizzazione delle informazioni e, soprattutto, obbliga testate di ogni importanza e tiratura a passare inevitabilmente per quel canale di Suez che sono i marketplaces di Apple e Google, non potendo in alcun modo, per raggiungere i milioni di users in tutto il mondo, evitare di pagare il pedaggio ai due colossi americani.

Superfluo dire che, azione standard in situazioni del genere, in America gli editori stiano pensando a come reagire, anche sul piano legale (l’ennesima class action è alle porte?), dubitando che le soglie di pagamento imposte dalle Società possano, o non, rientrare all’interno di quella categoria dello “abuso di posizione dominante”.

Quello che appare ad ogni modo certo, è, sicuramente, il fatto che siamo per assistere ad una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’informazione e quelli editori che non saranno capaci di adattarsi, rischiamo seriamente di sparire dal mercato, considerando l’attuale già presente crisi del settore della carta stampata, sempre meno agevole ed apprezzata, all’interno di una società che, in un giudizio globale, sta correndo sempre più velocemente, senza concedersi il tempo neanche per sfogliare un giornale, magari con croissant e cappuccino davanti..

httpv://www.youtube.com/watch?v=qiz_2c_QpOQ



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