Cloud computing domestico grazie a iTwin!

Cloud computing domestico grazie a iTwin!

L’edizione 2011 del CES, tenutasi a Gennaio, ha regalato tantissime novità che nel corso del primo semestre di quest’anno, pian piano si stanno inserendo sul mercato, movimentando alcuni settori con novità del tutto inedite, ma assolutamente accattivanti. Dopo aver largamente trattato l’argomento 3D, sia per i televisori e monitor che per le console, in riferimento, ovviamente, al già vendutissimo Nintendo 3Ds, facciamo spazio per introdurre uno degli strumenti che più ci hanno colpiti, tra quelli presentati ufficialmente alla manifestazione di Las Vegas.

Da pochi giorni è in commercio, anche in Italia, iTwin. Non fatevi ingannare dalla “i” iniziare, questa volta Apple non c’entra; ciò, tuttavia, non sminuisce la genialità di questo prodotto, che, come il nome lascia presagire, si ripartisce in una coppia di dispositivi (twin, gemelli appunto).

iTwin è un rivoluzionario sistema di connessione plug and play (USB) che sembra lasciar presagire ad una nuova era di file sharing tra postazioni grazie ad un accesso remoto molto avanzato, facendo una concorrenza diretta al tanto acclamato “cloud”, sempre più utilizzato da colossi come Google. La funzione è semplice: collegare due computer distanti grazie alla connessione internet tramite una coppia di periferiche USB, in modo tale da poter riprodurre contenuti, visualizzare foto e studiare documenti senza averli materialmente sul proprio PC o salvati su memorie flash USB, spesso troppo piccole o troppo ingombranti.

Le due metà di iTwin si auto abbinano al primo collegamento, in modo tale da creare una relazione supportata da un codice criptato univoco; dopo questa prima operazione, ovunque vi troviate, a patto che sia presente una connessione ad internet per entrambi i supporti, potrete collegarvi con il computer remoto, agendo sul contenuto in maniera libera.

Altro importante fattore riguarda la sicurezza; al di là del codice segreto di criptazione (256bit AES) , per evitare ‘confusioni’ tra le chiavette, è da rilevare come i dati non siano effettivamente salvati sulla periferica, riducendo al minimo le implicazioni derivanti da furti o smarrimenti; inoltre, in tali malaugurati casi, è sempre possibile  disabilitare la chiavetta gemella in remoto, rendendola completamente inutile.

Oltre ad avere un prezzo contenuto, considerando le potenzialità di un prodotto del genere, 139€, il desing appare decisamente accattivante, tant’è che sono state insignite del primo premio del contest Red Dot Design Award 2011 per l’estetica. Unica controindicazione appare essere quella mancanza, un po’ una costante nel mondo delle periferiche, di un’interazione con i Mac di Apple, con il risultato che su un computer fabbricato dalla Società di Cupertino sarà necessario utilizzare BootCamp.



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