Nuovo regolamento Agcom sul Diritto d’Autore su Internet

Nuovo regolamento Agcom sul Diritto d'Autore su Internet

Proprio pochi giorni or sono abbiamo annunciato il pensionamento, neanche troppo anticipato, del Decreto “milleproroghe” Pisanu, che tra le altre situazioni, regolamentava la diffusione della connettività wifi pubblica in Italia, o, meglio, ne frenava lo sviluppo, ormai da cinque anni. Dopo questa buona notizia, che, forse, aprirà le frontiere del nostro Paese all’avanzata di Internet, bene sempre più di tutti, arriva oggi un’altra news, direttamente dall’Agcom.

L’Agcom, Autorità per le garanze delle comunicazioni, organo di carattere amministrativo istituito nel 1997, che ha il compito di vigilare sul mercato della comunicazioni, con riguardo alla libertà di concorrenza e tutela del diritto all’informazione da parte di tutti i cittadini, ha annunciato nella figura del suo presidente, dal 2005, Corrado Calabrò, l’approvazione, all’unanimità, in seno al Consiglio dell’Autorità, del nuovo testo sul diritto d’autore, che guarda a quella nuova categoria di diritti, nati con la diffusione di internet, strumento che permette una condivisione pressoché immediata di qualsiasi materiale o informazione, spesso senza il consenso dell’autore.

Prima importante novità riguarderà principalmente gli amministratori dei siti con contenuti audiovisivi reputati non idonei in quanto in violazione del diritto di copyright, che riceveranno l’apposita segnalazione e dovranno provvedere entro 48 ore a rimuovere il file dal web, sotto la supervisione dell’Agcom. I siti che hostano contenuti protetti da diritto d’autore, nella completa illegalità, i server dei quali sono situati al di fuori dei confini dell’Italia, saranno passibili di oscuramento, tramite il nome del dominio o l’indirizzo IP: si procederà quindi alla redazione di una lista di siti illegali, da consegnare agli Internet Service Provider. Verranno, altresì, progettati siti con lo scopo di rendere pubblici, nella piena legalità, materiale audiovisivo, per avere una più corretta regolamentazione del mercato.

Ulteriore stretta sembra interessare i siti che indicizzano o ritrasmettono contenuti tutelati da copyright (musica, eventi sportivi a pagamento), che vanno verso la – giusta – eliminazione dal web, sostituiti da una struttura, a pagamento, ma legale, per la diffusione di questa tipologia di materiali tramite la rete.

Già da questa introduzione, si evince come le scelte dell’Agcom abbiano voluto ispirarsi alle discipline di paesi che già regolamentano il settore, come gli Stati Uniti, non vessando il singolo utente, quanto punendo i siti internet. Una scelta ragionata, che porterà più facilmente a risultati, considerando che la rimozione dei problemi alla radice sembra da sempre essere l’unica soluzione vincente. Proprio in favore degli utenti, è stata disposta una più rigida regolamentazione per quanto riguarda il trasferimento di soldi online, al fine di garantire la sicurezza e l’affidabilità dei siti che offrono questo servizio ed è stata proposta una campagna di informazione, per sensibilizzare le persone su un tema molto delicato, come la pirateria informatica. Nel complesso, il quadro generale tracciato dal nuovo regolamento, che resterà pubblicamente consultabile sul sito dell’Autorità per 60 giorni, sembra essere ispirato in maniera corretta, visto che in molti temevano una violazione della propria sfera personale, oltre che un cappio al collo per l’informazione libera. E’ lo stesso Presidente, Corrado Calabrò ad affermare, dopo l’approvazione, che “le soluzioni che abbiamo previsto e che ora verranno discusse con tutti i soggetti interessati, rappresentano una sintesi efficace tra le contrapposte esigenze di tutelare la libertà della rete e la titolarità dei contenuti, garantendo il diritto dei cittadini alla privacy e l’accesso alla cultura e ad internet; tutti principi fondamentali dell’ordinamento giuridico comunitario”.

Speriamo che queste belle parole non si convertano, strada facendo, nella pratica, e assumano le sembianze di quell’eccessiva ingerenza dell’Autorità sulla libera navigazione del web, uno dei beni più preziosi, dopo gli altri, ovvi, diritti, nel XXI secolo.



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