La sicurezza del PC: Password (parte II)

La sicurezza del PC: Password (parte II)

Nel precedente articolo, avevamo effettuato un’introduzione al concetto di password, imparato come costruire la nostra chiave d’accesso con criteri funzionali in vista di potenziali tentativi di hackeraggio dei nostri account e dato qualche informazione generale per proteggere la nostra privacy, oltre ad aver osservato da vicino uno dei tanti software, gratuito, che ci aiuta nella memorizzazione delle password, nel caso in cui la nostra memoria non sia sufficiente.

Mi trovo a dover effettuare nuovamente una premessa analoga a quella che speri molti di voi abbiano già letto: parlare di sicurezza del nostro computer, di password inattaccabili, ma, soprattutto, dare consigli per una protezione maggiore, ha un doppio effetto: da un lato consiglia ai meno esperti come tutelarsi da invasioni di quella che, a tutti gli effetti, è la nostra sfera personale; dall’altro, tuttavia, rischia di dare preziose informazioni a coloro che non hanno nobili intenzioni e potrebbero ricevere le giuste imbeccate per provare, e magari riuscire, a sottrarre importanti dati. Pertanto, solo alcune raccomandazioni verranno espressamente riportate e dritte più avanzate saranno desumibili, spero, solo leggendo tra le righe.

Scopo di questo secondo testo è entrare più nel dettaglio del concetto di password, dopo aver già visto i requisiti basilari che una parola chiave sicura deve avere. Alcuni dei seguenti concetti vi sembrerà del tutto normale o scontato, ma, come forse sapete, proprio nella routine accade il maggior numero di incidenti.

Alla base di tutto, ma proprio di tutto, non può che esserci una cosa sola: il buon senso. Gestite le vostre password con la “diligenza del buon padre di famiglia” per usare un’espressione un po’ arcaica del nostro Codice Civile. Se vi recate presso un internet point, ricordate sempre di effettuare il log out dai programmi di Instant Messaging e, soprattutto, dalle caselle di posta elettronica, oltre che dai social network. Quando digitale i caratteri della vostra password in pubblico, abbia cura che nessuno vi osservi ed eseguite questa operazione coprendo con la mano o con il corpo la tastiera.

Se il casa avete allestito una rete domestica wireless, è assolutamente consigliato di proteggerla con una password cifrata (AES è l’algoritmo di criptazione più diffuso, ma nulla di cui voi dobbiate direttamente preoccuparvi: penserà a tutto il software del router). Non ha molto senso permettere a chicchessia di sfruttare la vostra connessione ad internet, in primis, e, in secondo luogo, dargli la possibilità di “intercettare” il flusso di dati. Se per caso, invece, in una situazione occasionale, siete voi a “scroccare” la connessione del vicino, meglio andare su siti senza dati personali, come le pagine web dei quotidiani, piuttosto che effettuare log in con dati d’accesso ad account importanti.

Usiamo password per, a volte, decine di accounts. So che può essere seccante, oppure semplicemente faticoso, ma non utilizzatela stessa parola segreta per tutte le applicazioni. Avere la stessa password su forum di poco conto può, eventualmente, essere accettabile, ma è completamente da decerebrati utilizzare la stessa chiave d’accesso per le caselle di posta elettronica e l’account di Moneybookers. Tanto per essere chiari.

Quando vi registrate ad un sito e inserito una “domanda” per ricordarvi la password in caso di eventuale smarrimento, pensate ad una risposta sensata alle domande preimpostate, anche non necessariamente connessa al questito stesso, per evitare che chiunque vi conosca un minimo possa accedere ai vostri dati.

In conclusione, non create, come già suggerito, documenti che contengono le vostre password, successivamente non inviateveli via mail e non ricorrete neppure ai foglietti di carta.

Spero di aver dato una mano, con i due articoli sul tema, a chi si sia riconosciuto in una delle situazioni sopra descritte e che provveda al più presto alla tutela della propria sicurezza, privacy e denaro.

Per terminare, una curiosità, anche piuttosto preoccupante: vi siete mai chiesti quale sia la password più utilizzata, in Italia, almeno? I risultati hanno un non so ché di inquietante. La parola segreta più diffusa per la protezione dei nostri dati è: 123456, sei caratteri, spesso il minimo consentito, e una semplicità immensa, sia per la digitazione che per la rimembranza. Sarà anche facile, ma è certo che non segue i criteri alla base di una password dall’alto livello di sicurezza!



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