The Witcher 2: linea dura contro i download illegali?

The Witcher 2: linea dura contro i download illegali?

Quello della lotta alla pirateria è, per chi lavora a un determinato prodotto informatico di qualsiasi natura, dal videogioco, al software per la creazione grafica professionale, un tema spesso cruciale sia nel bilancio dell’economia di una società, sia con riferimento all’immagine di questa. Pensate a quanto un programma costa nei negozi e alla grandissima diffusione in rete di “alternative” (ovviamente illegali) per reperirlo tramite vie traverse. Pensate con quale forza un software di punta (come ad esempio Microsoft Office 2010) rappresenti il marchio di un’azienda e a come, di riflesso, la pirateria danneggi il suo nome nel momento in cui versioni ‘rubate’ di un programma iniziano a circolare sul web.

Nella realtà dei fatti, è innegabile che Internet sia popolato da softwares contraffatti, il possesso e download dei quali, oltre ad essere punito dal Codice Penale Italiano, è un’offesa personale nei confronti di quelle realtà societarie, qualche volta non eccessivamente affermate ed economicamente forti, per quanto riguarda il mancato guadagno e la dovuta attribuzione di merito per i programmatori che dedicano il loro tempo e risorse nell’assemblaggio perfetto di un software, sia di matrice ludica che professionale, per poi osservare la loro opera circolare in quell’underground “internettiano” del file sharing, del peer2peer e di veri e propri siti illegali di scaricamento.

Volendo evitare di addentrarci all’interno discorsi da un lato retorici, dall’altro morali, visto che di parole già tante ne sono state spese, ma nessuno di coloro che, forse, “contano” ha dato origine anche solo ad una timida reazione a quella che costituisce una vera e propria violazione del Diritto d’Autore, disciplinato dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633, la ragione che ha dato lo spunto per questo articolo è una notizia per lo meno curiosa che sta circolando ultimamente, in merito alla posizione di una nota casa produttrice di videogiochi, CD Projekt, la quale ha dichiarato di voler porre un rimedio (definitivo?) alla pirateria tramite una nuova strategia di battaglia.

Pare, infatti, che, almeno a sentire le parole del fondatore di CD Project, Marcin Iwiński, si stia per aprire un nuovo fronte nella guerra contro i contraffattori; sembra che, The Witcher 2, sequel di quello che probabilmente è il migliore RPG (insieme a Mass Effect) della storia dei videogames, in uscita per Marzo 2011, sarà tutelato non da protezioni avanzate a livello di software, ma addirittura legali! La software house polacca ha già preso accordi con studi di avvocati e società che, monitorando internet, raccolgono dati e informazioni, al fine di “pizzicare” i colpevoli di download illegali e comminare loro una sanzione, il mancato pagamento della quale comporterà la citazione in giudizio. La “raccolta dati” si baserebbe sul tracciamento dei movimenti nella rete degli utenti, forniti dagli Internet Service Providers.

Ora, risulta molto evidente che quella di CD Project appare più come una ‘sparata’ che come una strada realmente percorribile per fornire una risposta concreta alla pirateria. Per quanto riguarda il campo prettamente giuridico, ci sono molti dubbi, da un lato, sul tema della Privacy, dall’altro, sulla dimostrabilità concreta del download da parte di una determinata persona fisica. Sicuramente sarà un fronte caldo e forse questa minaccia porterà ad un confronto più serio col problema da parte di chi il problema dovrebbe risolverlo, dopo che già altre case di videogiochi come l’Activision Blizzard ha adoperato alcune modifiche ai recenti titoli in commercio e in uscita, vedi Starcraft II, eliminando la possibilità di giocare via LAN (quindi senza cd-key) ed imponendo l’utilizzo di un solo codice di gioco per ciascun account (unico) di Batte.net.

La sfida, in attesa di The Witcher 2, è stata lanciata. Staremo a vedere gli sviluppi, aggiornandovi appena avremo informazioni fresche.



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