Il disco fisso: tra tradizione e SSD

Il disco fisso: tra tradizione e SSD

Dopo l’introduzione ai componenti del computer, dal processore, alla scheda grafica, passando per RAM e scheda madre, ci eravamo soffermati, in un altro pezzo, su un altro elemento, parzialmente sottovalutato, all’interno di un PC: l’hard disk.

Di quest’ultimo avevamo discusso circa gli elementi da osservare al momento dell’acquisto e con riferimento alle prestazioni da ricercare, dati per quali vi rimando, per una consultazione completa, all’articolo precedente.

E’ quindi giunto il momento di concludere la disamina sui dischi rigidi, con un ultimo accenno a due peculiarità, prima di fare, finalmente, conoscenza con i famosi SSD, i dischi allo stato solido, di nuova generazione, che stanno sfondando sul mercato. Ultimi elementi che vediamo con riferimento agli hard disk tradizionali sono la velocità di trasferimento e il regime di rotazione.

Velocità di trasferimento e regime di rotazione.

Prima di tutto è necessario distinguere tra trasferimento sequenziale o non sequenziale: la differenza sta nel fatto che, nella prima ipotesi, i dati sul disco sono in celle contigue sullo stesso piattello, mentre nel secondo caso, si trovano fisicamente distanti nella loro collocazione sul disco, essendo richiesto, pertanto, un maggiore tempo alla testina per passare da un punto ad un altro. Se nel primo caso, la velocità di lettura e scrittura di dati contigue può raggiungere la velocità di 125MB/s, la seconda opzione prevede un valore molto più basso, intorno all’1MB/s, praticamente identica in tutti i modelli in commercio.

Per quanto riguarda il regime di rotazione, i produttori sono arrivati a commercializzare dischi operanti fino a 10.000 giri al minuto; una maggiore velocità di rotazione, corrisponde ad una velocità più elevata in termini di accesso ai dati nelle operazioni random. La maggior parte degli hard disk opera a 7.200 giri, mentre solo il VelociRaptor di Western Digital raggiunge la soglia massima di diecimila; sono molti i dischi, pensati per la maggior parte con lo scopo di storage di dati, che lavorano intorno ai 5.500 giri, realizzando ad ogni modo un buon compromesso tra prestazioni e rumore. In ambito notebook esistono dischi sia da 5.400 che da 7.200 giri, con netta preferenza, nell’eventuale scelta, dei secondi rispetto ai primi, considerando che, a parità di capacità, sono molto più performanti, anche se leggermente più rumorosi.

Solid State Disk

Venendo a parlare ai nuovissimi SSD il discorso per larghi tratti sarà simile, ma andrà a modificarsi sotto alcuni aspetti, peraltro non ancora definiti all’interno del mercato stesso, non essendo rinvenibile ancora oggi uno standard. Per quanto riguarda alcuni elementi, come la capacità, tuttavia, il discorso sarà grossomodo lo stesso rispetto a quanto visto in precedenza per i dischi tradizionali.

Forma e capacità.

Tra i dischi allo stato solido è sparito il modello da 3.5’’, per lasciar spazio a quello più diffuso da 2.5’’, con qualche rarissima eccezione dalle ridotte dimensioni di 1.8’’. La ragione sta nel fatto che, a differenza degli hard disk tradizionali, in quelli allo stato solido non sono presenti grandi piattelli all’interno, ma i dati sono memorizzati in celle dalla ridotta capacità (4, 8 o 16 GB) le une affiancate alle altre, fino ad ottenere la capacità voluta. Nei dischi da 2.5’’ è possibile affiancare fino a 32 celle, portando il totale di spazio disponibile, usando celle da 32 GB, ancora molto costose, di circa 1 TB di spazio. Gli SSD, pertanto, sembrano una soluzione ottimale per i notebook, ma non per i desktop, che utilizzano alloggiamenti per dischi da 3.5’’: per ovviare a questo problema, i produttori forniscono apposite staffe per adattare le dimensioni a quelle standard. Fino ad oggi i dischi allo stato solido hanno raggiunto una capacità non superiore ai 1000 GB, per una questione prettamente economica: al momento, infatti, un modello da “soli” 512 MB raggiunge prezzi prossimi ai 1000€, già al limite per quanto riguarda un costo che in un modello consumer assume un’entità tutt’altro che irrilevante.

Nel seguente articolo, approfondiremo la conoscenza degli SSD, cercando di capire quanto possa essere utile al nostro presente (o futuro) computer e faremo una ricerca su Amazon.it per trovare offerte vantaggiose per questo tipo di supporto dati.



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