Monitor del PC: luminosità e risoluzione

Monitor del PC: luminosità e risoluzione

Dopo aver svoluto una doverosa introduzione circa le precauzioni e le cure preliminari da prendere affinché la scelta del monitor possa essere quella giusta, evitando dimensioni eccessive, andiamo ora a indagare su alcune caratteristiche a cui prestare attenzione al momento dell’acquisto di uno schermo nuovo per il computer.

Dopo aver costruito la nostra macchina ideale, partendo dalla guida riportata in questo articolo, non ci resta che condirla con un monitor che possa far rendere al massimo il nostro PC; in particolare, rimando alla sezione sulle schede grafiche, per non correre il rischio di incappare in errori banali, come strutturare la postazione per un dual monitor, quando la nostra scheda ne può reggere solo uno, o altre sviste di questo genere.

Risoluzione e rapporto altezza-lunghezza.

Inevitabilmente, tra la già vista dimensione del monitor e la risoluzione deve esserci un qualche collegamento; non c’è motivo, appurato che abbiamo lo spazio e la distanza adatti, di scegliere un monitor più piccolo di quanto in realtà vogliamo e possiamo permetterci. La risoluzione massima, oggi, per gli schermi commerciali è 1900 x 1200, che consente sia di visualizzare film in HD, sia di avere spazio extra per le finestre; non temete di “perdervi” i caratteri nella vastità dello schermo, perché è sempre possibile ingrandire il font (e le icone) di Windows. Il discorso sul rapporto è ancora più semplice: se non avete esigenze collegate alla visione di film o non giocate molto, anche un monitor in 4:3 può fare la caso vostro; viceversa, ormai la più grande fetta del mercato, il resto dei display è in 16:9, formato tipico del “film cinema”, o 16:10, che garantisce più posto materiale sullo schermo, anche se rischia di ‘stirare’ verticalmente i film nativi in 16:9.

Tipo di illuminazione e luminosità.

Per funzionare, un display LCD, tecnologia sulla quale si è sviluppato l’intero settore degli schermi per PC, necessita di una luce posta dietro al pannello a cristalli liquidi. Generalmente, molti monitor utilizzano tubi fluorescenti, ma recentemente sono stati introdotte nuove retroilluminazioni a LED (Light Emitting Diode), soprattutto nei notebook, privi di mercurio e molto più economici in termini di consumi elettrici, oltre che meno ingombranti, permettendo la realizzazione di schermi sempre più sottili. In realtà, tra le due tecnologie, in termini di stretta resa, non c’è molta differenza, al di là dello spazio occupato.

Una caratteristica che, invece, è importante, è la luminosità dello schermo, che si esprime in candele per metro quadro2): attualmente i modelli sul mercato variano in questo valore tra le 250 e 350 candele, anche se alcuni arrivano fino a 500. Sono valori del tutto positivi, in quanto la normativa internazionale sull’ergonomia certifica come commerciabili display che superino un valore di 120 cd/m2, per non arrecare danno alla vista in ambienti poco illuminati come case o uffici.

Chiudiamo questo secondo pezzo con una nota sul contrasto: questo valore è quasi insignificante. I produttori tendono a gonfiarlo sulle schede tecniche rispetto a test eseguiti in laboratorio e, in generale, tutti i rapporti di contrasto sul mercato sono più che soddisfacenti, anche se lontani dagli standard promessi dalle case.

Ultimeremo la disamina circa i monitor in questo articolo, scendendo nel dettaglio delle caratteristiche avanzate a cui guardare al momento dell’acquisto e provando a risolvere alcuni dei problemi comuni che si possono verificare comprando un monitor nuovo.



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