Solid State Drive esterni grazie alla USB 3.0

Solid State Drive esterni grazie alla USB 3.0

Grazie all’evoluzione tecnologica degli ultimi mesi, possiamo finalmente parlare di un prodotto del tutto innovativo e inedito, nato dalla fusione di due delle novità più importanti del 2011, che, immaginiamo, a breve andranno a costituire il nuovo standard nei rispettivi campi. Stiamo parlando di uno dei primi modelli di Solid State Drive, i nuovi dischi rigidi allo stato solido, di cui avevamo parlato in questo articolo in merito alle loro caratteristiche principali, implementati della tecnologia Universal Serial Bus (meglio nota come USB) di terza generazione.

Creare spazi esterni per lo storage di dati fruendo di un disco allo stato solido, prima dell’avvento e la diffusione della connettività USB 3.0 era pressoché inutile, perché la pur elevatissima velocità di elaborazione delle celle del disco era frustrata dalla ridotta capacità di trasferimento dati tramite i vecchi cavi USB 2.0. Oggi il problema è definitivamente risolto, quindi Adata non si è fatta sfuggire l’occasione di bruciare la concorrenza sul tempo e lanciare sul mercato il Nobility N004, primo SSD dotato di porta microUSB 3.0.

Grazie alla struttura versatile, il Nobility si può tranquillamente utilizzare come supporto esterno o interno, grazie ai collegamenti USB e Sata II. Il design è decisamente accattivante: un guscio di metallo satinato molto resistente riveste il disco, che è possibile posizionare in piedi grazie a supporti in gomma quasi invisibili nella parte sottostante il telaio. Un coperchio rifinisce la scocca, rimuovibile qualora ci servano libere le porte Sata II e le alimentazioni posteriori.

Nessuna sorpresa, invece, all’interno: disponibile in versioni da 64 GB, 128 GB e 256 GB, l’unica cosa che cambia è il numero di celle di memoria, ognuna delle quali da 8 GB, disposte in maniera simmetrica lungo i lati del disco.

La velocità del Nobility N004 via Sata II rientra negli standard del prodotto, con picchi davvero ottimi in lettura, 270 MB/s e oltre 200MB/s in scrittura sequenziale, facendo rilevare valori molto competitivi anche nell’accesso a file casuali di dimensioni varie. Nel complesso, le prestazioni via USB 3.0 sono leggermente inferiori rispetto a quelle viste in precedenza, ma di gran lunga oltre ai limiti fino ad ora mai testati per una periferica di questo tipo: per la scrittura e lettura sequenziale, la velocità ruota intorno ai 150 MB/s, trasferendo files su un supporto esterno ad un ritmo tale da lasciare intravvedere una vera e propria nuova era in questo campo.

I prezzi sono decisamente più elevati rispetto ai vecchi modelli. Dato per assodato che incontriamo la necessità di possedere una scheda madre compatibile con le nuove porte USB 3.0, si va dai 150€ per il modello da 64 MB, fino a 748€ per quello da 256 GB, passando per una via di mezzo che appare più accettabile, 298€ per 128 GB di spazio. Ultimo dubbio, posto che ad ogni modo stiamo parlando di un prodotto di fascia alta, nonché vera e propria novità sul mercato, è quello inerente al reale utilizzo che di un mostro di velocità tale si possa fare nella realtà dei fatti, visto che le dimensioni degli SSD sono ancora forzatamente contenute per ragione di economicità.



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