Monitor PC: display o quadri?

Monitor PC: display o quadri?

Mi fa sempre sorridere sentire mia nonna identificare il “computer” con quello che nella realtà dei fatti ne costituisce solo un elemento collaterale, per quanto necessario, ovvero il monitor. E’ un errore in cui cadono molte persone, sovente anziani, che dall’alto della loro ingenuità informatica, rimangono folgorati dalle dettagliatissime immagini in movimento dei più moderni videogiochi, attribuendo per certo la definizione di Computer a quella meraviglia di luci, effetti speciali oppure perfette riproduzioni della realtà e non al grigio contenitore sotto la scrivania dal quale realmente provengono.

Ricordo ancora il mio primo LCD da 17’’. Credevo, dopo averlo installato, che non avrei mai in futuro guardato le immagini sullo schermo con maggiore ammirazione rispetto a quei primi attimi in cui osservavo i colori finalmente prendere vita, ricevere quella giustizia negata dello “scatolone” dal vetro convesso, un vecchio monitor degli anni ’90, che prima si sforzava, talvolta invano, di riprodurli fedelmente. Ovviamente mi sbagliavo. A distanza di meno di un lustro, la tecnologia nei display per PC ha fatto passi da gigante che hanno portato alla realizzazione di prodotti sempre più vicini, se non addirittura migliori, rispetto agli standard qualitativi dei loro cugini più prossimi. I televisori.

Quando mi sono trovato a cambiare monitor del PC, ho scelto uno schermo senza dubbio “grande”: 26 pollici. Passare da 17’’ a 26’’ è stata un’esperienza inebriante. Dopo i primi minuti in cui è stato lui a guardare me, e non viceversa, sono rimasto molto colpito dalla risoluzione, dai dettagli, dalla nuova vita che i colori avevano assunto, dopo già essere risorti una volta. Un salto di qualità ulteriore.

Al di là del dettaglio in senso stretto dell’immagine, un monitor grande ha un infinito numero di vantaggi, che spaziano dal poter visualizzare un numero marcatamente più elevato di colonne lavorando su un foglio di Excel alla possibilità di tenere più finestre affiancate, spesso fatto necessario per chi lavora al PC. Chi ha interessi in fotografia, art design e materie basate sul disegno virtuale, dalla passione del semplice hobby fino al professionismo, non può farne a meno.

Quello che verso la fine dello scorso millennio, era solo una “finestra” attraverso la quale osservare e con la quale interagire senza eccessive pretese, oggi ha dato origine a una particolare forma d’arte. Basta fare una semplice ricerca con un fido amico quale è Google. Alla parola chiave “wallpaper” corrispondono quasi 60 milioni di risultati, che se filtrati per estrarre da questi gli sfondi destinati a monitor ad alta definizione, lasciano passare più di 2 milioni di immagini; cifra direttamente proporzionale alla diffusione di nuovi modelli, quindi in continuo aumento. Nel campo degli sfondi del dextop fino ad arrivare agli screensavers, sempre più il concept di fondo è quello di creare una piccola opera d’arte, da inserire all’interno di un vero e proprio quadro.

Da un lato, la tela: fotografie, immagini ritoccate con programmi appositi oppure elaborate ex novo, pixel dopo pixel partendo da un foglio bianco. Dall’altro, la cornice. Sempre più curato è, infatti, anche il design esterno dei monitor, che se fuso con sapienza alla qualità del prodotto, a una fluida e reale resa dei colori e capacità di prestazioni di ottimo livello, è spesso in grado di creare un oggetto accattivante e irresistibile.

Il futuro in questo campo è, come in ogni ambito che risente dell’impulso della nanotecnologia e delle scoperte del XXI secolo, tutto un work in progress. Riviste specializzate del settore pubblicano recensioni ogni mese di nuovi modelli, dalla risoluzione sempre più elevata e dal numero di pollici sempre maggiore, con cresciuto riguardo nei confronti dell’”Eco”, cercando di ridurre al minimo indispensabile i consumi.

Sono tre le frontiere verso le quali lo sviluppo settoriale sta dirigendo gli sforzi: più nell’immediato, l’arrivo dei display OLED che cambieranno il concetto di HD (High definition) non solo per i monitor da PC, ma anche nel campo delle televisioni; in seconda battuta, il “3D” che presto si renderà disponibile, inizialmente non alla portata di tutti, come sempre accade con le grandi innovazioni, anche per gli amanti del personal computer. E infine, stiamo andando incontro alla già presente, ma diffusa prevalentemente nel mondo della telefonia, tecnologia “Touch” che vede una propria applicazione solamente nei PC all-in-one, almeno per il momento.

Grandi sviluppi, da seguire con interesse e che sono destinati a modificare ulteriormente uno scenario che nel giro di pochi anni ha visto il passaggio da monitor spessi e ingombranti, fino ad arrivare a schermi sottili e brillanti.

Chissà se mia nonna si meraviglierà ancora, magari spostando oggetti al semplice tocco dell’indice sul mio prossimo monitor.



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