Hackers e Social Network

Hackers e Social Network

I social network, oltre ad essere l’ultima frontiera delle comunicazioni, in grado di tenerci in contatto con milioni di utenti, o, nel piccolo, con tutti i nostri amici e forse qualcuno di più, come fanno Facebook o Twitter, hanno, come è già stato ben evidenziato in questo articolo, un rovescio della medaglia di non scarsa rilevanza. Il prezzo, infatti, per la comunicatività globale, non lo paghiamo in mero soldo, ma, forse peggio, regalando piccoli o consistenti frammenti della nostra privacy al mondo del web. Il riferimento, che in prima battuta riguarda soprattutto elementi informativi quali fotografie, video e accessibilità della comunicazione in senso generale, più nel dettaglio prende in considerazione fattori come il pubblico – o quasi – dominio di dati quali il nostro indirizzo email, non dopo, ovviamente, quelli anagrafici.

Tutto molto bello. Alla fine, “è solo un do ut des, tu dici qualcosa a me e io faccio altrettanto; e poi, dai, online siamo tutti amicon!” Beh non è proprio così. Nel 2010 sono aumentate a dismisura le truffe informatiche, che hanno sfruttato, per la maggior parte, proprio i social network, come raccoglitori di dati personali per colpire gli utenti. E’ storia di pochi mesi fa la vendita, tanto assurda quanto sconvolgente, di circa 3 milioni di password di account di Facebook, sottratte agli ignari soggetti, vittime dell’attacco di qualche malaware. Quasi sicuramente, i destinatari della vendita sono identificabili in Società di raccolta dati, in grado di trarre informazioni preziosissime dai singoli profili, dai gusti in merito all’abbigliamento, fino alle preferenze per le vacanze o riguardo al cibo; per non parlare di indirizzi email e, in qualche occasione, perfino del numero di cellulare. Questa, tuttavia, è solo la migliore delle ipotesi: in molti casi, infatti, gli utenti sono stati vittima di veri e propri attacchi di phishing contro il denaro online.

Come troppe volte accade, fatto che abbiamo già esaminato in questo articolo riguardante la sicurezza basilare del computer, la password dei social network è la medesima con la quale si accede ad altri siti, con conseguenze devastanti e concatenate. L’invito, quindi, è di utilizzare non solo password molto complesse, ma, oltre ad effettuare il log out ogni volta, non usare mai la stessa password per l’accesso a siti differenti, soprattutto se tramite questi è possibile svuotarvi il conto in banca.

Uno degli attacchi più diffusi è il “clickjacking”, che consiste nell’ingannare gli utenti inducendoli a cliccare su finestre del tutto simili al pulsante “Mi piace” o alla finestra della chat di Facebook, dietro ai quali, in realtà, si cela un indirizzo nascosto che con il social network non ha proprio nulla a che fare. Solitamente, alla base di questi tentativi sta una promessa talmente irresistibile da convincere gli sfortunati avventori a clicckare; ricordiamo un link che assicurava l’accesso ad un filmato hot di Belen Rodriguez.

Dal canto loro, i social network si sono sempre espressi a favore della massima tutela della privacy, con campagne anche molto sentite, almeno in facciata, ma non notare come alcune applicazioni consentite “accedano alle informazioni del profilo”, senza meglio specificare, di volta in volta, per quali dati acconsentiamo l’accesso e cosa di questi ne verrà fatto, è per lo meno abbastanza miope.

Proteggetevi al meglio, quindi, non certo smettendo di usare uno strumento così efficace come Facebook, ma, oltre che curando le passoword, stando sempre allerta e diffidando da qualunque applicazione che non sia ampiamente verificata e, di sicuro, stando ben alla larga da link che, se osservati meglio, hanno dell’assurdo o del grottesco.



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