YouTube: tra pubblicità e nuovi canali

YouTube: tra pubblicità e nuovi canali

Youtube, dopo un periodo abbastanza travagliato, sembra aver ritrovato lo smalto di un tempo, grazie, soprattutto, alla gestione di Google, che dopo aver acquistato il colosso di video sharing  lo ha reso un investimento economicamente vantaggioso. Prima dell’era della Società di Mountain View, infatti, Youtube, pur essendo uno dei siti più clikkati in tutto il mondo (in questo articolo avevamo discusso dei video più visti del 2010), faceva registrare passivi dalle cifre a sette zeri (si parla di un bilancio negativo di quasi 700 milioni di Dollari nel 2009 a causa dei costi di elettricità e connessione ad internet), in forza delle spese in server e alimentazione di questi, per tenere online le milioni di ore di video, caricati da tutto il mondo.

Il primo passo che ogni user ricorderà essere stato compiuto da Youtube per cercare di sanare il bilancio fu quello di creare una partership con Apple, per rendere pienamente legali i contenuti audio/video inerenti alle canzoni sulle quali vigono le norme internazionali sui diritti d’autore: nessuna violazione, quindi, a patto che in sovraimpressione rispetto ad ogni video, appaia un pop up di iTunes che rimandi all’Apple Store per l’acquisto del brano musicale.

Fino a quando si è trattato di una modesta scritta, poco invadente e facilmente rimovibile, gli utenti non hanno assistito a grandi mutamenti; non così, invece, purtroppo, in seguito alla nuova ristrutturazione (in senso economico) del sito, che da qualche mese a questa parte è letteralmente invaso da pubblicità; se i pop up delle Ads davanti ai video non turbano eccessivamente la fruizione dei contenuti, i veri e propri spot pubblicitari di 15 secondi che sono obbligatoriamente proposti prima di molti video sono decisamente molesti. Dopotutto, è naturale che Google abbia cercato la pubblicità, mezzo di guadagno talmente importante nel mondo del web contemporaneo, che perfino un purista come Mark Zuckerberg (Facebook) vi si è dovuto piegare: per alcuni siti sono troppo elevati i costi di gestione e, d’altro canto, le visite quotidiane sono troppo numerose per non provare a trarre profitto dal mondo di internet.

Novità di questi giorni è l’investimento da parte della Società di Mountain View, di circa 100 milioni di Dollari per sviluppare la piattaforma di Youtube, procedendo ad un restyle delle pagine e ad un cambiamento che potrebbe essere epocale. Il concept di fondo del terzo sito più visitato al mondo non cambierà, ma si attendono sviluppi interessanti sotto il profilo dei contenuti; pare, infatti, che Google stia pensando di implementare su Youtube canali in diretta concorrenza con le tv nazionali e locali, creati e lavorati da professionisti del settore con contenuti originali. La home page verrà rivisitata e saranno proposti in evidenza un numero non ancora definito, ma probabilmente compreso tra 15 e 25, di canali tematici, dedicati a sport, cinema, news e altro ancora.

Il progetto, in partenza entro la fine dell’anno, è studiato per due motivi: sotto un primo punto di vista, cercare di incrementare ulteriormente il traffico sul sito, che già adesso vede Youtube dietro solo a Google (compresi search engine e servizi vari come Gmail, Art Project, One Pass, Traduttore, ecc..) e Facebook, e dall’altra parte, provare a sferrare un serio attacco al monopolio della tv in ambito pubblicitario, per un mercato che vale più di 70 miliardi di Dollari, allo scopo, ovvio, di aumentare il fatturato del colosso di video sharing, arrivato, nel 2010, alle soglie dei 500 milioni di Dollari netti guadagnati. Il tutto sarà realizzato lasciano comunque un ampio spazio ai contenuti amatoriali, per non venir meno all’ormai celeberrimo motto “Broadcast Yourself” che ha reso Youtube famoso in tutto il mondo.



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