Intervista ad un Pro Gamer: Giacomo ‘Warrior’ Ambrosi

Intervista ad un Pro Gamer:  Giacomo 'Warrior' Ambrosi

Oggi abbiamo il piacere di avere con noi un noto pro gamer italiano, oggi parzialmente inattivo a fronte di altri impegni, ma dall’esperienza, anche recente, del quale possiamo provare a capire meglio cosa rappresenti il netgaming come disciplina svolta a livello agonistico e senza dubbio non solo per fini ricreativi.

Giacomo ‘ Warrior’ Ambrosi è ancora oggi un talentuoso giocatore di Warcfraft 3: The Frozen Throne e ultimamente si sta affacciando anche sul panorama di Starcfraft II, seppur le dinamiche di gioco siano differenti.

BlogVideoGiochi: “Ciao Giacomo, innanzi tutto grazie per il tempo che ci hai concesso. Traccia per noi un tuo breve profilo, per presentarti!”

Giacomo Ambrosi: “ Ciao a tutti, mi chiamo Giacomo Ambrosi, nick da sempre: “Warrior”, ho 23 anni ed abito in provincia di Padova. Ho cominciato a giocare online nel lontano 2004, con lo storico titolo Blizzard, Warcraft 3: The Frozen Throne. Dopo il primo anno passato a giochicchiare per divertimento, ho cominciato ad allenarmi, in modo serio e con metodo, per riuscire ad ottenere qualche risultato”.

BVG: “Ci racconti il tuo primo trionfo in un torneo importante?”

Warrior: “Il primo grande risultato l’ho ottenuto nel 2007. Dopo mesi passati a giocare tornei online e dal vivo, sono riuscito a qualificarmi per le finali nazionali italiane dei World Cyber Games (WCG), che quell’anno si sono tenute a Milano presso il Bicocca Village. Mi sono piazzato secondo, riuscendo a strappare il biglietto per le finali mondiali a Seattle. Questa vittoria mi ha permesso, oltre che di ottenere un magnifico viaggio, di confrontarmi con giocatori provenienti da tutto il mondo!”

BVG: “Hai partecipato a ben due eventi mondiali decisamente importanti negli ultimi due mesi. Quali sono state le emozioni più belle delle lunghe trasferte?”

Warrior: “Dopo essere venuto a conoscenza che quest’anno ci sarebbe stato uno slot disponibile per Warcraft 3 per le finali mondiali dei WCG, ho ripreso a giocare dopo un lungo periodo di inattività. Purtroppo, causa mancanza di tempo e forse anche un po’ di voglia, non mi sono allenato molto come facevo ai vecchi tempi. Nonostante ciò, sono riuscito a classificarmi primo alle finali italiane che si sono svolte a Torino, anche grazie al fatto che la maggior parte dei players italiani più forti attualmente stanno dedicandosi ad altre attività.”

BVG: “Purtroppo i risultati non sono stati dei migliori, complice anche una buona dose di sfortuna, ma…”

Warrior: “Le finali mondiali dei World Cyber Games quest’anno sono state a Los Angeles. Passare una settimana assieme a persone provenienti da tutto il mondo che condividono le tue stesse passioni è a dir poco fenomenale. Dopo essere tornato a casa dall’ America ho subito affrontato le qualifiche per gli IeSF, un’altra manifestazione di livello mondiale che quest’anno è stata a Daegu, in Sud Corea. Effettivamente in entrambi i tornei ho avuto la sfortuna di un sorteggio molto negativo. In Corea, addirittura, nel mio girone oltre a me c’erano Lyn e Fly (noti pro coreani, ndr), ma ciò non toglie che l’avventura sia stata veramente emozionante; andare dove il netgaming ha avuto origine, è a dir poco un’esperienza eccezionale.”

Giacomo alla sua postazione

BVG: “Un intermezzo divertente; un player, tuo collega di Wc3, ripete spesso che tu meriti stima perché del panorama italiano sei l’unico che, da sempre, quando c’è un torneo “muove il culo” e va a giocarlo, anche se deve prendere l’aereo. Ti sei mai considerato più bravo di altri per questo, oppure a parità di skill, solo il meno pigro?”

Warrior (sorride): “Immagino che a dirlo sia stato Joker! Io ho sempre detto, e sempre ripeterò in futuro, che in Italia ci sarebbero stati altri players che in quanto a “skill” si sarebbero meritati di più la partecipazione agli eventi a cui ho preso parte. Però, come hai detto tu, io sono sempre andato in giro per l’Italia per riuscire a qualificarmi ai vari tornei, cosa che loro non hanno fatto. Quindi non posso di certo sentirmi in colpa io per la  pigrizia degli altri. Sinceramente, anche da ultimo, sono rimasto un po’ deluso dal fatto che per le qualifiche a queste ultime competizioni, ci siamo iscritti solo Ashun (che ha avuto purtroppo problemi di passaporto) ed io, nonostante entrambi avessimo riferito a molti altri giocatori  la possibilità di vincere questo viaggio. Seppur con qualche eccezione, spesso un numero ristretto di players per ogni gioco, generalmente altri ragazzi molto bravi non prendono seriamente in gaming; il livello italiano, infatti, salvo qualche ‘punta di diamante’ è generalmente appena nella media europea. Sarebbe bello che molti altri virtuosi del mouse (e ce ne sono) cercassero di impegnarsi maggiormente.”

BVG: “Meglio giocare dal vivo, faccia a faccia col tuo avversario, oppure online, dietro allo schermo del pc?”

Warrior: “A questa domanda non saprei sinceramente cosa rispondere. Da una parte il live ti permette di girare il mondo e confrontarti con le altre persone, spesso conosciute bene su internet, occhi negli occhi, ma di contro, almeno nel mio caso, mi da dei problemi a livello tecnico: giocare a casa dalla tua postazione abituale è un conto, trovarsi in un altro contesto può influire sulla concentrazione della persona.”

BVG: “Quanto un impianto logistico  pensato proprio per il gaming ai massimi livelli (mouse e tastiere su tutti gli strumenti) può incrementare le abilità del giocatori?”

Warrior: “Diciamo che anche l’hardware svolge la propria funzione nell’ottimizzare la skill di un player. E’ una cosa importante certo, ma sono altre le cose che permettono a un giocatore di prevalere. Facendo un esempio: se io usassi il mouse più evoluto al mondo, non sarei di certo all’altezza dei grandi campioni mondiali.”

BVG: “Quanto l’allenamento quotidiano può compensare le innate doti di skill, unite comunque ad un intenso lavoro, che certi players hanno? “

Warrior: “Come negli sports fisici, anche quelli elettronici richiedono un allenamento quotidiano. Questo influenza sicuramente la preparazione e l’abilità di un giocatore, ma certe volte non basta solo quello. C’è chi nasce con delle doti innati che gli permettono di vincere le competizioni, c’è chi magari passa intere giornate ad allenarsi non riuscendo ad ottenere nulla di buono in rapporto al tempo investito. In poche parole ogni persona ha un limite, solo che per alcuni è più distante rispetto ad altri.”

BVG: “Ti ringrazio per le risposte..c’è un messaggio con il quale vuoi lasciarci o un augurio a tutti quelli amici veri e propri conosciuti online? Insomma quello con cui più ti piacerebbe concludere questa intervista..”

Warrior: “Vorrei semplicemente salutare tutte le persone che ho conosciuto attraverso il fantastico mondo del netgaming, e ringraziarle per il loro aiuto sempre spontaneo in più di un’occasione. E grazie anche a te per l’intervista!

Chiudiamo anche noi con un grande in bocca al lupo, non prima di un doveroso ringraziamento per la sincerità e per il tempo che ci è stato concesso, sperando di risentire Giacomo molto presto, magari per festeggiare una sua vittoria da qualche parte del mondo!



2 Commenti a Intervista ad un Pro Gamer: Giacomo ‘Warrior’ Ambrosi

  1. T1tus

    Grande Warrior!!
    Bravo Biste 😉

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